La fama dell’ Officina profumo farmaceutica di Santa Maria Novella si diffuse rapidamente oltre i confini del Granducato di Firenze, tanto che nel 1667, nella guida alle Bellezze della città di Firenze, si ricordava come i prodotti dell’Officina fossero richiesti da “molte Città d’Italia, e fuor d’Italia ancora”, mentre  nel Settecento, fra’ Cosimo Bucelli realizzava i Segreti della Fonderia di Sua Altezza  Reale, importante raccolta delle preparazioni dell’Officina. Salvaguardata dalle soppressioni napoleoniche, ma non da quelle del 1866, la Farmacia fu presa in affidamento provvisorio da fra’ Damiano Beni e nel 1871, Cesare Augusto Stefani, suo nipote, divenne affittuario del Comune di Firenze (nuovo proprietario degli immobile).

Questo momento storico, rappresenta per l’Officina profumo farmaceutica di Santa Maria Novella un cambiamento della gestione dell’attività, che ben interpreta i cambiamenti culturali e degli stili di vita dell’epoca. E’ proprio in questo periodo che si avverte sempre più l’esigenza della cura e l’igiene del corpo, anche se i frati già qualche secolo prima, avevano anticipato questo concetto, anteponendo l’effimero al curativo come attesta il nome stesso dell’Officina profumo farmaceutica di Santa Maria Novella (dove la parola “profumo” viene prima della parola “farmaceutica”).

Nei cataloghi di archivio cominciano ad apparire sempre più nuove fragranze di profumi, ciprie e belletti per andare Incontro alle esigenze del pubblico femminile.

Tra le lavorazioni più suggestive:

POT POURRI

Nasce alla metà del XVII secolo. E’ una miscela di bacche, foglie e petali di fiori tipici dei colli fiorentini.  Fino a pochi anni fa il pot-pourri (dal francese “vaso marcio”) veniva posto in orci di terracotta dell’Impruneta insieme alle essenze ottenute dalla distillazione di alcuni dei suoi ingredienti. Il coperchio di legno dell’orcio veniva chiuso ermeticamente con il gesso e si lasciava il tutto a macerare per mesi. Per ottenere un prodotto più omogeneo e per accelerare il processo, è stato ideato un macchinario che concentra in un minor tempo questa lunga stagionatura.

MELOGRANO IN TERRACOTTA

Il Melograno, realizzato artigianalmente in terracotta, viene imbevuto nell’essenza dell’ Acqua di Colonia Melograno.
Dopo essere stato scolato ed aver eliminato l’essenza in eccesso, il Melograno è pronto per il confezionamento.
La porosità della terracotta consente un lento rilascio della profumazione nel tempo.