Piero Fornasetti nacque a Milano da un’agiata famiglia borghese. Nel 1930 entrò nell’Accademia di Belle Arti di Brera ma venne espulso due anni più tardi per insubordinazione. Si iscrisse quindi successivamente alla Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco.

Dal 1933 Piero iniziò la sua presenza alle Triennali di Milano, partecipandovi per la prima volta proprio in quell’anno con una serie di foulard di seta stampata. Nel 1940 iniziò a pubblicare le proprie opere sulla rivista di design e architettura Domus e Stile; nello stesso anno (in occasione della VII Triennale) incontrò Gio Ponti, col quale nacque un lungo periodo di collaborazione. Dal 1940 al ’42 disegna per lui i famosi “Lunari”.

Agli inizi degli anni ’40 realizzò gli affreschi di Palazzo Bo a Padova partendo subito dopo verso la Svizzera fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Finita la guerra tornò in Italia pronto a decorare qualsivoglia complemento d’arredo con il suo umoristico e sottile gusto grafico. Partecipò nuovamente alla Triennale con una serie di decorazioni su ceramica anch’esse commissionate dal fedelissimo Gio Ponti e successivamente fu impegnato nella decorazione degli interni del Casinò di San Remo.

Nel 1970 diresse, assieme ad un gruppo d’amici, la “Galleria dei Bibliofili”, dove espose assieme ad altri artisti contemporanei. Dopo la morte di Gio Ponti (nel 1979), Piero, nel 1980, aprì il negozio “Tema e Variazioni” a Londra, per ravvivare l’interesse per i propri lavori anche all’estero dove era già largamente conosciuto.

Morì nell’ottobre del 1988.

Piero Fornasetti è l’autore di una delle più vaste produzioni di oggetti e mobili del XX secolo.

La fondamentale lezione che si apprende dalla sua opera è il rigore, combinato ad una fervida fantasia e ad un elegante e velato humour.

Nonostante le sue opere spesso fossero prodotte in singoli esemplari, Fornasetti fu molto importante per la cultura italiana del design industriale. Le muse ispiratrici della sua arte (esordì come pittore) furono Piero della Francesca, Giotto, le pitture pompeiane, gli affreschi rinascimentali e la pittura metafisica, dalla quale non smise mai di attingere ispirazione facendo così del virtuosismo la propria distinzione artistica.

Oggi il figlio Barnaba Fornasetti continua parte dell’attività del padre nel Atelier di Milano